HESE
EnglishItaliano

Italgas, società italiana specializzata nell'attività di distribuzione del gas, ha siglato un protocollo d'intesa con Crs4, il centro di ricerca del parco tecnologico della Sardegna, al fine di iniziare lo studio e la realizzazione sull'isola di un impianto per la produzione di idrogeno verde e metano sintetico, sfruttando le fonti rinnovabili attraverso l'elettrolisi dell'acqua.

L'impianto, che verrà collegato con le nuove reti di distribuzione “native digitali” prodotte da Italgas, sarà composto da un parco di autoproduzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, un elettrolizzatore in grado di produrre ossigeno e idrogeno partendo dall'acqua e una sezione di metanazione, che verrà impiegata per la trasformazione dell'idrogeno in gas naturale sintetico.

A quanto si apprende dalla nota della società, lo scopo del progetto sarà di “testare la produzione di gas da fonte rinnovabile e il suo potenziale utilizzo per fornire idrogeno alle utenze industriali dell'isola e idrogeno e metano sintetico alle utenze domestiche, miscelandolo al gas naturale secondo determinate specifiche”. L’ambizioso progetto di Italgas e Crs4 concilia l'esigenza di "individuare nuove e più efficienti forme di conservazione dell'energia con la possibilità di produrre gas rinnovabili come idrogeno e metano sintetico a beneficio del territorio sardo e delle sue attività produttive", afferma Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas.

Giacomo Cao, amministratore unico del Crs4, ha evidenziato l’efficacia ambientale del piano, sottolineando come diversi studi sostengano che l'idrogeno "possa rappresentare la soluzione da affiancare all'elettricità rinnovabile in settori complessi da decarbonizzare come l'industria e il riscaldamento dove l'impiego dell'energia elettrica risulta difficoltoso”. Attualmente, il titolo Italgas quotato alla borsa di Milano scambia il lieve ribasso (-0,50%) a 5 euro per azione. 


Leggi anche IDROGENO, CHIAVE PER SVOLTA GREEN: ANALISI DI H2IT


Fonte: Milano Finanza

Industria, trasporti, produzione di energia e calore per le abitazioni, sono tanti i settori che potrebbero trarre beneficio dall’uso dell’idrogeno. Un “svolta” green che aiuterebbe anche a sviluppare il processo di decarbonizzazione dell’economia e a ridurre l’impatto ambientale: dal comparto potrebbe nascere entro il 2050, quando potrebbe rappresentare un quarto della quota nei consumi energetici finali, in Europa un giro d’affari di 820 miliardi di euro l’anno, e circa 5,4 milioni di nuovi posti di lavoro. Questo il risultato dell’analisi di H2IT (Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile) con il rapporto ‘Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia’, lanciato in occasione del convegno on-line ‘Idrogeno: il futuro dell’energia è oggi’.

Si tratta – viene spiegato – di “un settore altamente tecnologico” pronto a essere “una vera e propria rivoluzione”. Un cambiamento positivo per ambiente, abbattimento di CO2, impegni internazionali sui target climatici, e salute dei cittadini dal momento che se prodotto da fonti rinnovabili, attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua, l’idrogeno è privo di emissioni sia di anidride carbonica che di inquinanti. Ma – si osserva – per lo sviluppo in Italia è necessario mettere a punto una Strategia nazionale che metta al centro un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per le infrastrutture e per finanziare la ricerca e l’innovazione.

L’Italia ha il potenziale per posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, industria, mobilità, residenziale – ha dichiarato Alberto Dossi, presidente di H2IT – abbiamo grandi operatori e aziende determinanti nell’apertura del mercato, Pmi e start-up innovative, centri di ricerca di rilevanza internazionale. Abbiamo voluto dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato che diventerà sempre più centrale nell’economia nazionale ed europea. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia nazionale dell’idrogeno che realizzi un ampio piano di investimenti e riforme. H2IT, in quanto voce unica nel panorama italiano, è pronta a lavorare insieme alle istituzioni mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per favorire il processo decisionale”.

Il quadro attuale sull’idrogeno ci racconta che è una frazione modesta del mix energetico globale ed europeo. Nel nostro Paese la quota totale di energia prodotta dall’idrogeno si aggira intorno all’1% utilizzato per l’industria chimica, siderurgica e della raffinazione. Ma si tratta ancora di idrogeno non pulito, prodotto da combustibili fossili, che per la produzione rilascia tra i 70 e i 100 milioni di tonnellate di CO2 in tutta l’UE. Il percorso tracciato dalla commissione Europea si pone due obiettivi principali: raggiungere entro il 2024 i 6 Gigawatt di elettrolizzatori installati per produrre 1 milione di tonnellate di idrogeno verde, ed entro il 2030 40 Gigawatt per una produzione di 10 milioni di tonnellate sul territorio europeo. In questo modo nel 2050 l’idrogeno potrà rappresentare fino al 24% dei consumi finali di energia. Punti di arrivo simili a quelli del ministero dello Sviluppo economico per il nostro Paese che prevede una penetrazione dell’idrogeno del 20% nel 2050.https://ecfec8bc7d9a5622250fee1d10f22191.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html

Il report di H2IT – messo a punto dalla collaborazione tra 48 player dell’industria, 12 centri di ricerca e 7 tra cluster e associazioni – offre indicazioni su come raggiungere questi obiettivi e su come creare le condizioni politiche e normative. Ne deriva uno studio che ha portato all’elaborazione di 51 priorità d’azione e 66 policy, declinate in 7 diversi segmenti: produzione; trasporto, distribuzione e trattamento; stoccaggio; mobilità; usi energetici; usi industriali, residenziali. Tra quelle fondamentali, la definizione del ruolo strategico a lungo termine dell’idrogeno, lo sviluppo di un quadro legislativo e tecnico-normativo chiaro, la garanzia della certificazione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, la ricerca, l’innovazione e la formazione, la rete di infrastrutture per il rifornimento per la mobilità.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico – osserva il viceministro Stefano Buffagni – ha presentato il 24 novembre scorso le Linee guida preliminari della Strategia nazionale idrogeno; l’Italia si sta ritagliando un ruolo centrale in questa sfida, insieme con i Paesi europei maggiormente avanzati su questo tema. Il nostro Paese può sfruttare la sua posizione geografica, il suo solido know-how progettuale e scientifico e la sua rete infrastrutturale. Lo sviluppo dell’idrogeno rappresenterà una svolta e una rivoluzione positiva, dovremo essere bravi a far nascere una nuova filiera industriale dedicata puntando anche su ricerca, innovazione tecnologica, creazione del know-how e formazione di nuove figura professionali. In questo modo oltre ai benefici ambientali, si potranno avere anche benefici sociali e occupazionali. Per sostenere la crescita dell’idrogeno sono previsti cluster di progettualità già all’interno del Recovery plan su cui sono stati allocati circa 2 miliardi per lo sviluppo della Strategia nazionale idrogeno”.


Leggi anche ACCIAIERIA «A IDROGENO»: PARTE LA SPERIMENTAZIONE


Fonte: Rinnovabili.it

Italia avrà la sua prima acciaieria «a idrogeno», grazie a un accordo tra Tenaris, Edison e Snam. Anche se per ora si tratta di una conversione parziale, si apre la strada a un cambiamento epocale per una delle industrie più energivore al mondo, che si converte al «green» usando l’idrogeno come nuova forma di energia. La sperimentazione partirà da Dalmine (in provincia di Bergamo), la città nata e cresciuta proprio attorno allo storico stabilimento siderurgico e all’industria dell’acciaio.

Nell’impianto di Dalmine sarà installato un elettrolizzatore da circa 20 MW per produrre idrogeno e ossigeno. L’idrogeno verde, così prodotto, sarà introdotto e in alcuni processi produttivi in sostituzione del gas naturale. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto da Tenaris, Edison e Snam.

Il progetto si inserisce nella più ampia iniziativa «Dalmine Zero Emissions», avviata da Tenaris insieme a Tenova e Techint Engineering & Construction, per integrare l’idrogeno verde nella produzione di acciaio da forno elettrico e nelle lavorazioni a valle dello stabilimento di Dalmine. Si tratta della prima applicazione di idrogeno verde su scala industriale nel settore siderurgico in Italia.

«Dalmine Zero Emissions rappresenta la più recente delle iniziative realizzate da Tenaris in Italia per il miglioramento della propria impronta ambientale, dopo gli investimenti e i progetti per la tutela dell’aria, l’efficienza energetica, la riduzione dei consumi di materie prime, l’aumento del contenuto di materiale riciclato nei nostri prodotti, la valorizzazione e il riuso dei nostri sottoprodotti - sottolinea Michele Della Briotta, presidente Tenaris Europa e AD TenarisDalmine - Insieme a partner qualificati, diamo inizio al percorso di transizione energetica dello stabilimento di Dalmine, ponendoci all’avanguardia della sostenibilità del settore siderurgico».

«Con questa intesa Edison avvia un percorso di sostegno alla decarbonizzazione di settori industriali chiave per l’economia nazionale, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica fissati a livello nazionale con il PNIEC e a livello europeo con il Green Deal - aggiunge Nicola Monti, ad di Edison - .L’energia rinnovabile prodotta dai nostri impianti e le soluzioni tecnologiche di cui possiamo disporre possono contribuire concretamente allo sviluppo di una nuova e importante filiera nazionale, che nei prossimi decenni è destinata ad accompagnare l’evoluzione del sistema economico e produttivo verso la neutralità climatica».

Un sito di stoccaggio per l’idrogeno

L’iniziativa prevede anche la realizzazione di un sito di stoccaggio per l’accumulo di idrogeno ad alta pressione e l’utilizzo dell’ossigeno, prodotto localmente tramite elettrolisi, all’interno del processo fusorio. «L’idrogeno verde – spiega l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà – può rappresentare la soluzione ideale per decarbonizzare alcuni importanti settori industriali, in particolare per produrre nel lungo periodo acciaio a zero emissioni. L’accordo di oggi, che vede protagoniste tre aziende attive lungo l’intera catena del valore, è un primo passo per poter raggiungere questo importante obiettivo. Grazie alle sue tecnologie e alla sua infrastruttura, Snam si pone come uno degli abilitatori della filiera dell’idrogeno per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e alla creazione di nuove occasioni di sviluppo, in linea con le strategie nazionali ed europee».

In Europa

A far da apripista è stata la Svezia con Hybrit, la prima acciaieria a idrogeno del mondo. La costruzione dell’impianto è iniziata nel 2018 e a settembre 2020 sono iniziati i test. L’acciaio così prodotto dovrebbe arrivare sul mercato entro il 2026. In Austria invece nel 2021 inizieranno i test dell’impianto siderurgico di Kapfenberg, la cui costruzione è stata affidata ai giapponesi di Mitsubishi Heavy. Si tratta della più grande acciaieria a idrogeno del mondo. A regime produrrà 250.000 tonnellate di acciaio all'anno.

Le promesse per l’ex Ilva

L’acciaio verde dovrebbe arrivare anche all’ex-Ilva di Taranto, lo aveva suggerito il commissario europeo Frans Timmermans, in occasione della presentazione della strategia europea sull’idrogeno, e lo ha annunciato il governo, nuovo azionista di maggioranza di Invitalia. Non sarà però prodotto da idrogeno. L’accordo tra Arcelor Mittal e Invitalia prevede, infatti, l’attivazione di un forno elettrico e di impianti per il pre-ridotto.


Leggi anche H2ACCELERATE: COLLABORAZIONE PER IL TRASPORTO DI IDROGENO A ZERO EMISSIONI


Fonte: Corriere della Sera

L’investimento sull’idrogeno è un pallino piuttosto recente della politica ma fino ad ora non si è andati particolarmente oltre ai proclami. Tuttavia potrebbe esserci un’interessante svolta da parte del governo italiano, in quanto nell’ultima bozza del Recovery Plan è presente un fondo davvero importante per l’avvio di attività attinenti a questa forma di energia.

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, nel Recovery Plan troverebbero spazio 2 miliardi per la cosiddetta Strategia per l’Idrogeno. Ovvero un mix di politiche per cominciare a utilizzare questa energia, possibilmente proveniente da fonti sostenibili dal punto di vista ambientale, sostenuta in particolare dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I fondi saranno distribuiti tra una serie di progetti a partire da produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse, produzione di elettrolizzatori e utilizzo dell’idrogeno nel trasporto di merci pesanti su ruota e nelle ferrovie“, scrive il quotidiano economico. Molto intrigante la parte sulle aree dismesse, in quanto così facendo si andrebbe a intervenire sulla riqualificazione ambientale, oltre che offrire posti di lavoro.

Per la produzione e distribuzione di rinnovabili, in generale, e per il sostegno alla relativa filiera industriale dovrebbero essere previsti circa 8 miliardi. Un impegno di poco inferiore (7,5 miliardi) dovrebbe riguardare il pacchetto relativo a “Trasporti locali sostenibili, ciclovie e rinnovo parco rotabile“. Attorno all’ambiente dovrebbero dunque ruotare le prossime decisioni sulla mobilità, con la speranza che il trasporto pubblico possa trarre giovamento da una ventata di freschezza.


Leggi anche H2ACCELERATE: COLLABORAZIONE PER IL TRASPORTO DI IDROGENO A ZERO EMISSIONI


Fonte: Formula Passion

Produrre idrogeno ed ossigeno attraverso la decomposizione termica dell’acqua realizzata con l’energia solare. Questo l’oggetto del nuovo brevetto nato nei laboratori dei Centri Ricerche Enea di Frascati e Casaccia con il coinvolgimento di ricercatori dei dipartimenti di “Fusione e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare” e di “Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili”.

“Nella decomposizione termica la molecola dell’acqua è scissa ad alta temperatura direttamente in idrogeno ed ossigeno che devono poi essere opportunamente separati. Con l’utilizzo di processi tradizionali ciò avviene a temperature tanto alte da rendere non praticabile questo processo”, spiega il ricercatore Enea Silvano Tosti.

Per ovviare al problema delle alte temperature il brevetto propone un innovativo reattore a membrana costituito da una camera di reazione dove sono presenti contemporaneamente due tipi di membrane: una in tantalio per separare l’idrogeno e una in materiale ceramico per separare l’ossigeno. “In questo modo riusciamo a produrre con 500°C in meno la stessa quantità di idrogeno e ossigeno di un reattore tradizionale”, aggiunge Tosti.

L’altra innovativa proposta consiste nell’unire questo reattore a membrana ad impianti solari a concentrazione, in grado di fornire calore ad alta temperatura, rendendo così possibile la produzione di idrogeno direttamente dall’energia solare.“La produzione diretta di idrogeno dal Sole rispetto ad altri sistemi, come ad esempio l’accoppiamento di solare fotovoltaico con elettrolizzatori alcalini, è di grande interesse per la realizzazione di una catena energetica green ed è caratterizzata dal raggiungimento di elevate efficienze energetiche e da costi di investimento contenuti sia in applicazioni stazionarie, come utenze elettriche civili ed industriali, sia in quelle mobili come i veicoli elettrici”, conclude Tosti.

Un altro settore interessato da notevoli ricadute è quello della produzione di gas puri, in questo caso idrogeno ed ossigeno, che possono trovare impiego nella chimica fine, nella farmaceutic, e nell’industria elettronica. L’ulteriore sviluppo di questo tipo di reattore potrà beneficiare dei progressi tecnologici dei sistemi solari ad alta temperatura e dei materiali per alti flussi termici.


Leggi anche AL VIA IL PRIMO IPCEI SULL’IDROGENO


Fonte: Repubblica

Cosa è H2Accelerate?

H2Accelerate è l'accordo di collaborazione firmato pochi giorni fa tra Daimler Truck AG, IVECO, OMV, Shell e il Gruppo Volvo. In base a questo accordo le aziende lavoreranno insieme per cercare finanziamenti per i primi progetti pre-commerciali durante la prima fase del lancio. Parallelamente, si impegneranno con i responsabili politici e le autorità di regolamentazione per incoraggiare un contesto politico che contribuisca a sostenere un successivo aumento della produzione di volumi per camion a idrogeno e una rete di rifornimento a livello europeo per il carburante a idrogeno.

Poiché un numero crescente di governi e aziende si allinea a una visione comune di un sistema energetico a emissioni zero, le aziende hanno ritenuto che l'idrogeno sia oggigiorno un carburante essenziale per la completa decarbonizzazione del settore dei camion.

Il lancio su larga scala di camion alimentati a idrogeno creerà nuove industrie: impianti di produzione di idrogeno a zero emissioni di carbonio, sistemi di distribuzione di idrogeno su larga scala, una rete di stazioni di rifornimento ad alta capacità per idrogeno liquido e gassoso e la produzione dei camion alimentati a idrogeno. Investimenti sincronizzati in tutto il settore nei prossimi 10 anni creeranno le condizioni per il lancio sul mercato del trasporto pesante alimentato a idrogeno, necessario per soddisfare l'ambizione europea di emissioni nette zero entro il 2050.

I commenti delle aziende partecipanti ad H2A

Il cambiamento climatico è la sfida della nostra generazione e siamo pienamente impegnati nell'accordo di Parigi sul clima per la decarbonizzazione del trasporto stradale. In futuro, il mondo sarà alimentato da una combinazione di veicoli elettrici a batteria e veicoli elettrici a celle a combustibile, insieme ad altri combustibili rinnovabili in una certa misura. La formazione della collaborazione H2Accelerate è un passo importante nella formazione di un mondo in cui vogliamo vivere", afferma Martin Lundstedt, Presidente e CEO del Gruppo Volvo.

Il premio è chiaro. Aumentando le dimensioni in grande stile, i camion alimentati a idrogeno dovranno diventare disponibili per i clienti a un costo pari o inferiore al costo di possedere e utilizzare un camion diesel oggi. Ciò significa che i clienti di autocarri dovranno avere accesso a un veicolo a emissioni zero con tempi di rifornimento, autonomia e fascia di costi simili a quelli dei veicoli attualmente in uso. Per raggiungere questa ambizione è necessario un quadro normativo chiaro, comprese le politiche che affrontano la fornitura di idrogeno, camion alimentati a idrogeno, infrastrutture di rifornimento e incentivi ai consumatori in modo coordinato", ha affermato Elisabeth Brinton, Vicepresidente esecutivo per le nuove energie di Shell.

Martin Daum, presidente del consiglio di amministrazione di Daimler Truck AG e membro del consiglio di amministrazione di Daimler AG: "Le aziende partecipanti a H2Accelerate concordano sul fatto che i camion alimentati a idrogeno saranno la chiave per consentire il trasporto neutro di CO 2 in futuro. Questa collaborazione senza precedenti è una pietra miliare importante per portare avanti le giuste condizioni quadro per la creazione di un mercato di massa per gli autotrasporti a base di idrogeno. È anche un invito all'azione per i responsabili politici, per gli altri attori coinvolti e per la società nel suo insieme".

Angelika Zartl-Klik, SVP HSSE e New Energy Solutions di OMV: “H2 Accelerate sta giocando un ruolo pionieristico e OMV sta dando un importante contributo qui. Per raggiungere gli obiettivi climatici, avremo bisogno di qualsiasi tecnologia a basse emissioni di carbonio. L'idrogeno è un'opzione per la mobilità rispettosa del clima del futuro".

Gerrit Marx, President Commercial & Specialty Vehicles di CNH Industrial, ha dichiarato: “L'adozione diffusa della tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno nel trasporto pesante è una funzione dell'infrastruttura necessaria. Abbiamo anche bisogno di progetti molto concreti per dimostrare con gli autotrasportatori e altre parti interessate del settore che questa soluzione è finanziariamente e operativamente fattibile. L'innovativa collaborazione H2Accelerate creerà le condizioni perché ciò avvenga e accelererà la transizione verso il trasporto a emissioni zero".


Leggi anche AL VIA IL PRIMO IPCEI SULL’IDROGENO


Fonte: SHELL

HESE
Hydrogen Energy Summit&Expo © 2020 - All Rights Reserved - Mirumir Srl - P.I. 07937970965
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram