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Idrogeno: gli armatori investono sui carburanti green

Il presente è il gas naturale liquefatto (Lng), il futuro si chiama ammoniaca, idrogeno, fuel cell. Se gli armatori si sono mossi in largo anticipo sul fronte dei combustibili alternativi ai fossili, i porti sono stati decisamente più lenti. «Il nostro programma di costruzioni pre-Covid è rimasto inalterato - dice Franco Porcellacchia, vicepresidente di Costa Crociere, relatore al 5° Forum dello Shipping - Fra il 2021 e il 2025 prenderemo in consegna 14 navi, di cui 7 a Lng, che andranno ad aggiungersi alle 4 già ora disponibili. Abbiamo scelto il gas naturale quando non esistevano ancora le infrastrutture per il rifornimento: una scelta di cui siamo orgogliosi. Costa Smeralda e AidaNova fino ad oggi hanno operato per il 95% del tempo utilizzando propulsione a gas: l'obiettivo è stato pienamente centrato». Il futuro, però non sarà solo Lng.

«Il gas è un combustibile di transizione - dice Porcellacchia - per arrivare all'obiettivo zero emissions. Abbiamo abbattuto del 25% le emissioni di CO2, resta da cancellare il restante 75%. Con la nostra società Ecospray, per esempio, stiamo studiando la possibilità di generare biometano. Ma è solo una delle soluzioni possibili: penso all'idrogeno, all'ammoniaca, al metanolo. Già oggi, comunque, il 50% della nostra flotta potrebbe spegnere i motori in porto e utilizzare il cold ironing: purtroppo siamo impossibilitati a farlo perché a terra non troviamo la tecnologia».

Chi riesce a farlo è il gruppo Grimaldi, ma solo perché i suoi traghetti ibridi possono sfruttare le batterie. «La domanda di energia elettrica in porto è inferiore rispetto alle navi da crociera, quindi noi siamo già oggi in grado di garantire qualcosa che negli altri settori arriverà dopo: cioè zero emissioni in porto grazie alle batterie installate a bordo», dice Davide Bocchetti, responsabile efficienza energetica e innovazione di Grimaldi Group. «Operiamo circa 130 navi con i nostri 5 brand, e principalmente stiamo puntando su una strategia per l'oggi, che cerca di pulire quanto più possibile, con tutti i sistemi disponibili, i gas di scarico e le acque con sistemi di abbattimento e con le mega batterie per alimentare le navi quando sono in porto con cui riusciamo a fare la sosta a zero emissioni. Abbiamo anche la predisposizione al cold ironing, ma in Italia e nel Mediterraneo non sono ancora pronte nei porti le colonnine per attaccare la nave alla corrente». Le batterie consentono di non dover tenere i motori accessi in porto. «È un programma che abbiamo per 16 navi di cui 7 sono già state consegnate - spiega -, abbiamo così installato circa 100 megawatt di capacità».«Le navi sono oggetti molto complessi - dice Michele Francioni, senior vice president di Msc Crociere - sono città galleggianti con consumi energia importanti. La gestione di questi aspetti è fondamentali per mettere basi solide su una transizione energetica che sia sostenibile. Fra il 2020 e il 2050 abbiamo fissato diversi step necessari al raggiungimento delle zero emissions. Il gas naturale liquefatto rappresenta un passo importante, perché già oggi riusciamo a ridurre del 25% le emissioni di CO2. Ma il gas è importante anche perché è disponibile oggi ed è alla base delle tecnologie future. Guardando più in là pensiamo a idrogeno, fuel cell, ammoniaca, metanolo. È importantissimo che l'industria lavori in questa direzione»


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Fonti: Il Secolo XIX

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