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Vento e mare: i nuovi progetti internazionali sfruttano queste risorse

La filiera mondiale dell’idrogeno continua a crescere. Start-up, joint venture e grandi società sfruttano i venti del nord e mari oceanici per la produzione di idrogeno verde. Di seguito, alcuni esempi in cui oltre alla cooperazione il fattor comune è la tecnologia altamente innovativa e versatile.

Il consorzio AquaVentus, che sta sviluppando un enorme progetto che ruota intorno alla produzione di idrogeno verde alimentato da 10 GW di vento offshore installato nel Mare del Nord, conta ora 50 aziende e organizzazioni. Dieci nuove aziende si sono unite al progetto, tra cui gli sviluppatori di eolico offshore Ørsted, Equinor e WindMW, così come la società di costruzioni offshore Royal Boskalis Westminster.

AquaVentus comprende numerosi sottoprogetti lungo la catena del valore dalla produzione di idrogeno nel Mare del Nord. I progetti includono lo sviluppo di parchi eolici offshore con generazione di idrogeno integrata (AquaPrimus), un parco di idrogeno offshore su larga scala (AquaSector), una conduttura centrale di approvvigionamento (AquaDuctus), infrastrutture portuali (AquaPortus), una piattaforma di ricerca (AquaCampus) e applicazioni marittime basate sull'idrogeno (AquaNavis). I parchi eolici offshore del progetto, con una capacità totale di 10 GW, verrebbero costruiti tra l'isola di Heligoland e il banco di sabbia di Dogger Bank entro il 2035, e l'elettricità generata verrebbe utilizzata per produrre idrogeno in impianti di elettrolisi offshore, per poi essere trasportato a Heligoland e poi alla terraferma tedesca attraverso il sistema di condutture AquaDuctus. Parte dell'idrogeno immagazzinato all'AquaPortus nel porto esterno di Helgoland verrebbe usato per alimentare le navi. Il consorzio AquaVentus stima che il progetto potrebbe produrre fino a un milione di tonnellate di idrogeno verde all'anno.

Invece, la start-up americana sHYp ha appena definito un accordo di ‘business development’ con Green Swan Partners, fondo di venture capital, per poter commercializzare un innovativo impianto di elettrolisi in grado di produrre idrogeno partendo da acqua di mare non desalinizzata, senza produrre rifiuti tossici. Questa nuova tecnologia, potrebbe essere pronta probabilmente già entro la fine del 2021. Dopo aver identificato i potenziali mercati dell’elettrolizzatore messo a punto da sHYp, i due partner costituiranno un’apposita joint-venture per procedere con la commercializzazione vera e propria su scala globale.

Il fondatore CEO di sHYp, Carl Fischer ha spiegato che “la struttura e il modello di business di Green Swan Partners ci consentiranno di commercializzazione la nostra tecnologia in mercati che da soli non saremmo in grado di raggiungere. L’elettrolizzatore di sHYp funziona senza una membrana, quindi può essere realizzato anche con stampa 3D, utilizza acqua non purificata (anche salata), può essere assemblato in blocchi per aumentare la capacità complessiva e non produce rifiuti tossici. Inoltre, secondo la società americana, il costo dell’impianto sarà decisamente competitivo rispetto a quello degli elettrolizzatori convenzionali. Infine, oltre alla produzione di idrogeno verde, la tecnologia di sHYp può svolgere tutta una serie di altre attività di cattura della CO2 dall'acqua di mare o purificazione delle acque.


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